Psicoterapia Aperta.

Quando unirsi tra professionisti non lascia il tempo che trova.

Perché nasce la Rete della Psicoterapia accessibile?

La domanda e l'offerta della rete psicoterapia accessibile

La rete Psicoterapia Aperta nasce dalla comune e consolidata prassi tra molti professionisti della salute psicologica che decidono ogni giorno e spontaneamente di dedicare parte del proprio tempo professionale, in ambito privato o nel sociale, a quei pazienti non in grado di sostenere le tariffe di mercato.

Una seduta di psicoterapia, mediamente di un’ora, va dai 60 ai 100 euro.

Questo significa che le famiglie in difficoltà economica, i giovani di ogni estrazione sociale senza lavoro o con lavori precari, i cittadini esclusi dal circuito lavorativo o con problematiche invalidanti, le persone comuni del ceto medio che non sostengono il costo esorbitante della vita, sarebbero fatalmente escluse dalla cura e dalla prevenzione della salute psicologica.

I Servizi pubblici di Psicoterapia e Psicologia in Italia non riescono ad impattare l’enorme domanda inevasa di servizi psicologici, per mancanza di risorse e per mancanza di personale sufficiente: gli psicologi non sono considerati indispensabili nei servizi sociali.

A fronte di una domanda crescente di salute psicologica, le risorse pubbliche e l’attenzione dedicate all’argomento, disegnano un panorama a macchia di leopardo, anche a livello regionale.

Questo rende gli interventi pubblici attualmente in essere, a favore della salute psichica dei cittadini, mere gocce nell’oceano.

La salute psicologica in Italia è dunque una questione di censo? Se si è benestanti ci si può curare, altrimenti si rinuncia o si fanno mesi e mesi di lista di attesa? Pare che la situazione sia proprio questa.

La situazione nel nostro Paese

La domanda e l'offerta della rete psicoterapia accessibile

Psicoterapia Aperta: cosa fa e cosa si propone di fare

La domanda e l'offerta della rete psicoterapia accessibile
Gli obiettivi che Psicoterapia Aperta si propone:
  1. Censire psicoterapeuti e psicologi che svolgono di per sé attività low cost;
  2. Collegare 'domanda e offerta' di cure psicologiche low cost
  3. Raccogliere dati relativi alla domanda di sostegno psicologico tra le fasce sociali meno abbienti e della inerente offerta privata;
  4. Sensibilizzare e sollecitare l’intervento pubblico.

Il portale di Psicoterapia Aperta mette in connessione un elenco di professionisti su base nazionale che sceglie di dedicare parte del proprio tempo a cure psicologiche a tariffe ridotte.

Entrare nella rete è un gesto semplice e sostenibile: oltre ad avere i prerequisiti necessari per offrire un servizio di qualità agli utenti, è necessario leggere ed approvare la Carta d'Intenti del portale.

Poi, bisogna condividere una piccola parte del tempo dedicato alla propria professione, un tetto tra il 10% e il 15% circa in base a quanto stabilito nel nostro codice etico, con quelle persone che il più delle volte sarebbero totalmente e fatalmente escluse da percorsi di salute psicologica.

Ogni professionista può segnalare agli utenti, in maniera autonoma e libera, la propria disponibilità tramite un semaforo verde o rosso, così come la fascia tariffaria calmierata disponibile (le fasce tariffarie sono 4 per le diverse tipologie di setting, come meglio definito nella Carta d'Intenti)

Attraverso una ricerca su mappa, ogni utente ha la possibilità di ricercare e contattare nella propria zona, il professionista libero - contrassegnato da semaforo verde, verificando la possibilità di ricevere da lui servizi professionali del tutto equiparati a quelli a tariffa piena.

Allo stesso tempo, per ogni utente è possibile consultare anche esse il network di organizzazioni attive nel sociale che operano in regime di low cost, anch’essi aderenti al portale.

Come funziona il portale: per gli utenti e per i professionisti

Come funziona il portale psicoterapia aperta

L’idea, la comunità.

l'idea di psicoterapia aperta

A partire da un’idea del Dott. Luigi D’Elia, psicologo e psicoterapeuta, e con l’aiuto di un Comitato Promotore, abbiamo voluto organizzare una rete che da un lato fotografi l’impegno solidaristico esistente e censisca a livello nazionale tale impegno, dall’altro consenta alla cittadinanza di contattare nella propria zona di provenienza professionisti psicologi e psicoterapeuti aderenti all’iniziativa, eventualmente disponibili ad accogliere richieste a tariffa calmierata.

Occorre precisare che la comunità che si riconosce nei principi e aderisce alla rete Psicoterapia Aperta non si propone di offrire alcun alibi alla mancanza di investimento pubblico sulla salute psicologica, ma di svolgere azione e funzione sussidiaria positiva (non sostitutiva) ai servizi psicologici e psicoterapeutici pubblici con l’intento politico esplicito di sollevare a livello di opinione pubblica il problema sotteso.

Per chi aderisce a questa iniziativa la presenza e la responsabilità sulla salute dei Cittadini, seppure in ambito privato professionale, è massima: sentiamo forte la funzione e l’utilità sociale del nostro servizio per l’intera società italiana, e non solo per le fasce economicamente più agiate.

La comunità professionale che partecipa e dà forma a questa iniziativa crede nel diritto di accessibilità e non pensa che la psicoterapia sia una cura non per ricchi ma per tutti. Risponde perciò all’articolo 4 del Codice Deontologico degli Psicologi specie nella parte che specifica “lo Psicologo […], non opera discriminazioni in base a estrazione sociale né stato socio-economico“.

La buona volontà, però, da sola non basta. Consapevoli di non poterci sostituire alle risorse del Servizio Pubblico, non siamo compiutamente in grado di rispondere alla domanda delle fasce più povere che non possono accedere nemmeno alle tariffe agevolate qui offerte, ma solo ad una minima parte delle fasce di popolazione medie e medio-basse che riusciamo a raggiungere. Anche in questo caso, una goccia nell’oceano.

La nostra iniziativa, in un’ottica di sussidiarietà positiva ma non sostitutiva, si muove infine coerentemente:

  • sia con quanto stabilito dal Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale, in particolare con l’obiettivo di “privilegiare la metodologia di ‘partire dal basso’, valorizzando le buone pratiche esistenti a livello locale, oltre che regionale, favorendo il confronto, l’accreditamento tra pari e le forme di collaborazione” con specifico riferimento ai disturbi psicologici comuni e i disturbi sottosoglia;
  • sia riguardo i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Ministero della Salute relativamente all’Assistenza Psicologica che rileva l’emergere di nuovi bisogni di salute nella popolazione e la necessità di nuove forme di collaborazione tra Pubblico e Privato.